Paint Job molto aggressivo quello della nuova Yonex Vcore Dual G , camouflage , per un attrezzo filante e pastoso, che testiamo double face, ovvero, sia nella versione Wawrinka ( 330 grammi) che nella versione “umana” (300 grammi).

Va detto che entrambi i telai hanno caratteristiche comuni ;  identici sono il piatto di forma isometrica (97sq.) , il profilo costante (20,5 mm) , il bilanciamento neutro (32 cm.) , l’inusuale schema del piatto corde ( 16 x 20), molto simili anche gli indici di rigidità ( 66 la 330 gr. 64 la 310) , telai dunque con una buona componente di elasticità.

Differiscono sensibilmente , il peso ( ovviamente)  e la attitudine alla spinta, più marcata nella 330 gr. data la maggiore inerzia.

Abbiamo iniziato il test dalla sorellina minore, su un campo in terra battuta indoor ( maledetta primavera) , montando corde Yonex Poli Tour Fire 1,25.

La 310 grammi è molto manovrabile, fende bene l’aria, si avverte subito che i cambi di direzione non sono difficili.

E’ una agonistica moderna, gestibile anche dai quarta categoria (buoni) in giù, regala un grande feeling con la palla, quasi troppo, nel senso che si avvertono abbastanza i colpi non centrati.

Lo sweet pot è buono , soprattutto verso l’alto, si allarga notevolmente la zona di battuta, la potenza è discreta, anche se bisogna muoversi bene,  sia con le gambe che con l’apertura.

Diciamo che è un telaio per giocatori di buona tecnica, con i movimenti corretti la palla fila via veloce e soprattutto precisa, buono il dritto leggermente coperto, ottimo il back.

Da fondo si può sbracciare con buona proprietà, tenere facilmente, cambiare rotazioni e angoli con agio, non perdona troppo le incertezze e le titubanze, anche se la palla non tende a morire sul piatto, si perde certamente in profondità se non si impatta bene.

A rete, vuoi per il feeling, vuoi per la maneggevolezza, è un ottima compagna per i fini toccatori, abbinati alla giusta corda sensibile si gioca per la migliore stop volley.

Sopra la testa, risente dell’inerzia non eccessiva, pertanto meglio piazzare che tirare la bomba, a meno di non avere un braccio di ferro.

Stesso discorso per il servizio, ficcante e facile lo slice ad uscire, complicato il cannon ball, da gestire con una bella spinta di gambe il kick.

Nel complesso un bel telaio per gli amanti delle sensazioni, che per essere utilizzato al meglio però necessita di buone gambe e buona tecnica, sicuramente meglio sbracciare e tentare le soluzioni tutto avanti, piuttosto che remare da fondo, dove manca una certa facilità nel trovare profondità, soprattutto se costretti alla difensiva.

Passiamo ora alla Wawrinka “original”, il belluino strumento di Stan The Man.

“Wow” è la prima cosa che possiamo dire dopo i primi tre dritti, velocità supersonica, stabilità incredibile, precisione millimetrica, escono dal piatto delle “mine” pazzesche,  traiettorie rettilinee perfette a morire sulle righe, si avverte subito una pesantezza di palla inusuale.

Sarà il bilanciamento neutro, ma non sembra un telaio cosi pesante ( alla fine sono 346 grammi incordata) , si manovra bene e anche i cambi di direzione non sono impossibili.

Anche il rovescio fila che è una bellezza, delle bombe coperte alla Stan, dei back ficcanti e precisi.

A rete si tocca con precisione e si cannoneggia sopra la rete, idem per il servizio che esce bene in ogni variante con dei piattoni sicuramente di livello.

La “redde rationem”, arriva dopo una ventina di minuti di palleggi accaniti, si comincia ad avvertire un inizio di stanchezza, il telaio arriva con la testa leggermente più ritardata,  i movimenti si fanno meno fluidi, i cambi di direzione diventano più faticosi, la palla esce meno, sempre più corta.

E qui nella testa una vocina comincia a dirti : “pesa un pochino eh” ?

In effetti  è cosi, ormai i nostri poveri arti non sono più abituati a manovrare “clave” di cotanto spessore, soprattutto a fronte di avversari che arrotano senza fatica brandendo superleggere.

Se vi piace, la dual G 330 grammi è una racchetta magnifica,  piacerà moltissimo a mio parere, agli orfani della pro staff original ; grande feeling, bella stabilità, pesantezza di palla e sweet pot ancora maggiore.

Ovviamente, se siete amatori in salsa quarta cat.  divertitevi ma non pretendete di andare in giro a vincerci tornei accaniti ( alllora vuol dire che il vostro livello è ben più alto)! se invece il vostro livello scende ai terza buoni e anche qualcosa in meno e siete amanti di questo tipo di telaio, dovete assolutamente provarla.

Per quel che concerne il set up delle corde, il massimo sarebbe un budello o un ibrido luxilon original / budello , Federer Style, ottima, soprattutto per chi la vuole sentire, la scelta delle Yonex Poli fire, anche  con calibro 1,20.

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