La prima cosa da notare della nuova Head Graphene XT Prestige Pro

è la colorazione vicina al total black, aggressiva, cattiva, sembra un misterioso  bombardiere stealth.

Ed in effetti il telaio, che ha alcuni fregi rosso prestige, ben si presta agli uomini coraggiosi, ai bombardieri, agli amanti dell ‘ uno due, anche se il graphene xt contribuisce a smorzare molte asperità.

Venendo ai dati prettamente tecnici, il nuovo gioiellino head è un midplus da 98sq. per un profilo costante di 22 mm e un peso di 315 grammi, che diventano 331 incordata di tutto punto, (l’esemplare testato in particolare con Luxilon Soft, tirato a 21/22 kg).

Il reticolo è un 16 19, che aiuta notevolmente l’uscita della palla, mentre il telaio flette discretamente , avendo un indice di 63 punti.

Purtroppo il nuovo modello perde il manico in pelle , per un anonimo manico sintetico (ahi ahi).

Direi che l’unico elemento negativo, rispetto al vecchio modello è proprio il sovradetto, per il resto la nuova prestige pro è una vera fuoriclasse : potente, agilissima , con uno sweet pot più che buono per essere un agonista.

La si ritrova in mano come un vecchio e affidabile amico, tempo di adattamento, per gli amanti dell’old style, zero minuti.

E’ un telaio “antico” in salsa moderna, il feeling è assoluto, la palla si “sente” benissimo sulle corde e la velocità di uscita è buona, come già accennato, è un telaio molto maneggevole, nonostante il peso più che discreto, anche perché il bilanciamento a 31,5 cm è piuttosto neutro.

Molto bene il gioco piatto o leggermente coperto, la precisione è assoluta e la sensazione è quella di poter colpire la classica monetina all’incrocio delle righe, il back è godurioso, la palla scorre bassa, veloce e ficcante, sia tuttavia avvertito l’avventuroso giocatore, la prestige è una racchetta di eccellenza, pertanto la tecnica di base, meglio se “old style” deve essere solida.

Tecnica e gambe, anche se la nuova pro è meno “demanding” delle vecchie versioni, perdona di più e soprattutto in difesa,  permette soluzioni più abbozzate.

Anche in precario equilibrio la palla non rimane sul telaio, o corre sopravvivente sulla rete, spesso e volentieri si riesce ad impostare una decente difesa.

Rimane comunque un attrezzo da uno due, meglio se sul veloce, aiutati anche da un servizio che si palesa buono in tutte le versioni, un cecchino la botta piatta, un amante scivolosa lo slice, un kick che può diventare una montagna da scalare.

Venendo alla rete, la xt graphene reagisce meravigliosamente alle mani educate, asseconda gli smasch brutali, si difende sui tuffi disperati.

L’utente tipo ?

Il quarta categoria di poche ambizioni (come risultati), ma amante del grande divertimento e delle sensazioni, il terza categoria di grande tecnica , gambe sopraffine e braccio d’oro, il maestro che la “tocca” bene, il giovinotto tutto sprint , rischi e mozzafiato.

Un accenno al set up delle corde;  non pensavo, ma il Luxilon (soft) è un eccellente compromesso, palla che esce veloce e buon rendimento, buona per i bombarderos, gli epigoni di Raonic o Giles Muller, per i toccatori più fini invece (alla Lopez o Llodra per intenderci), andremmo invece su un multifilo, come Head Velocity, oppure un monomulti come la Element.

 

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