Ed eccoci con un test in anteprima, la nuova Pure Areo VS stars and stripes, l’arma di Jack Sock e altri illustri professionisti, vedi Bolelli, Volandri ed altri ;  (in questo caso con colorazione fluo giallo nera, la stessa della Pure Areo per intenderci).

Va detto che la nuovissima VS è l’evoluzione di un attrezzo che ebbe , per motivi imperscrutabili, ben poco successo, ovvero la Babolat Areostorm.

La genesi del nuovo attrezzo è presto raccontata,  se , la Areo  Storm ebbe poco successo commerciale, è altrettanto vero che rimase amata dai pro, tanto vale che sotto il paint job di molte AreoDrive, si preferiva giocare con la Areostorm.

Dai e dai, Babolat si è convinta che un evoluzione di questo modello potesse essere vincente, tanto da dedicare una linea stars and stripes, al nuovo numero uno americano.

Detto che Sock sta a Mc Enroe,  Agassi,  Sampras e co. come  un panino all’Autogrill alla cucina di Cracco, dedichiamoci comunque a questo validissimo attrezzo.

Talmente valido che molti si stanno chiedendo se il prossimo crack del mercato Babolat non sia la VS, anziché la tanto conclamata nuova Strike.

Le caratteristiche si rifanno alla vecchia versione senza stravolgerle, il profilo rimane costante a 21 mm e il piatto a 98 sq. mentre il peso scende leggermente ; da 300 a 295 grammi.

La rigidità è discreta, 67 punti, mentre il reticolo 16 20, aiuta lo spin.

La colorazione della stars e stripes può piacere oppure no, ma comunque non passa inosservata, mentre la colorazione della VS classica si rifà esattamente alla Pure Areo, giallo fluo con inserti neri opachi.

E’ un telaio duttile, che può piacere a molti, la prima caratteristica, non comune a tutti i telai, anzi relativamente peculiare, è quella di un telaio mediamente rigido, come detto,  ma con una testa flessibile ed estremamente sensibile.

In mano è molto maneggevole,  anche se da una sensazione di pienezza, non sembra, per intenderci, un altro giocattolino da attrezzo sotto i 300 grammi, merito del bilanciamento leggermente spostato verso la testa, ma non cosi intrusivo da rendere la racchetta eccessivamente sbilanciato, il feeling è massimo, le vibrazioni assenti.

La duttilità è decisamente sorprendente, lo spin esce veloce e facile, agile il taglio sotto, ma se si cambia grip, adottando una continental old stile, i piattoni sono facili e pesanti.

L’uscita di palla è veloce e la profondità facile da raggiungere, lo sweet pot discreto (stiamo comunque parlando di un agonistica, seppur leggera) , la facilità d’uso più che buona.

A rete , noblesse oblige, si tocca bene grazie alla manovrabilità e sotto la rete la testa flessibile “lavora” ottimamente, rendendo agevoli anche i tocchi più delicati, sopra la testa, nessun problema, gli smash sono precisi e piuttosto ficcanti.

Stesso discorso per il servizio, escono dei cannon balls notevoli, degli slice insidiosi, per il kick serve lavorare bene di gambe.

Insomma, un telaio che sembra essere ben uscito, un connubio felice di facilità , precisione e discreta potenza , certo non è profilata, come la gemella Areo Pro, ma convince per altro tipo di doti.

I giocatori ideali sono molti, il livello parte anche dal basso, dato che l’attrezzo è abbastanza permissivo, piacerà molto a chi ricerca le sensazioni, il profilo è stretto, la palla si sente bene e si tocca ancor meglio.

La areoVs tuttavia ha un impostazione moderna, pertanto se , da un lato può soddisfare il tennis old style fatto di piattoni e becchettini, ben si adatta ai moderni bombardieri, se giovani magari cosi come esce dalla fabbrica, se più nerboruti, ben si adatta a una facile customizzazione.

Per quel che concerne il set up , ci si può veramente sbizzarrire,  adattando le corde alla tipologia di gioco. Va detto che non è una racchetta “gnucca”, pertanto il toccatore folle  può provare un multifilo morbido,  l’esteta addirittura il budello, mentre il giocatore di sostanza può senza provare una corda da grosso spin.

Per quel che concerne il look,  personalmente , data l’originalità, ci è piaciuta la colorazione yankees, anche se la versione classica Areo piacerà probabilmente ai più ortodossi.

 

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