Diciamo subito che le “vecchie” 4g mi sono sempre piaciute, le montai la prima volta, forse per sbaglio, su una Wilson Pro Staff Original 85 (udite udite) e mi ci trovai a meraviglia.

Ora, con tutti queste profilate e corde, che ne esce una al giorno, avevo perso di vista le 4g, ma vista la sua riedizione Soft, via dal maestro incordatore Daniele e testiamo subito.

Tecnicamente la 4g è  un monofilamento in co poliestere  “ammorbidito” cosi come in voga al momento, dunque grande controllo, ma impatto piu soft sul braccio, rispetto al classico mono 4g,  al momento disponibile solo nel calibro 1,25 mm.

Il colore è un giallo paglierino, che ben sia adatta a quasi tutti i telai, la consistenza è quella del monofilo,  scorre piuttosto bene tra le dita dell’incordatore, rendendo il lavoro piuttosto facile.

I test li abbiamo effettuati per due giorni, con intervallo di uno,  su un campo in terra battuta outdoor, la temperatura intorno ai 20 gradi, il telaio, una Head Extreme pro, incordato a 20/21.

Va detto che il telaio ideale per la 4g sarebbe un telaio di media flessibilità e tendenzialmente non profilato, ma abbiamo preferito testare ai limiti, per verificare se in queste condizioni il gomito fosse particolarmente sollecitato e dunque affaticato.

Prime impressioni :  l’impatto iniziale è discretamente tosto, qualche piccola vibrazione e un impressione generale di durezza, la palla rimane parecchio tra le corde e non si ha una sensazione di particolare reattività.

Dopo circa 30 minuti però, la corda ammorbidisce e iniziano a subentrare sensazioni molto piacevoli, soprattutto sale in maniera esponenziale la reattività della corda, che diventa vivacissima, soprattutto con le rotazioni e gli angoli.

Si ha l’impressione di poter fare un po’ quello che si vuole, la palla esce veloce dalle corde, ogni angolo non sembra precluso , soprattutto i bimani potrebbero tirarne fuori traiettorie alla Gene Mayer ( un Santoro ante litteram e più forte, per chi non lo conoscesse).

E’ una corda di ottimo controllo, a patto di conoscerla e di domarne la vivacità, soprattutto a rete, basta modificare leggermente l’angolo d’attacco della volata  e invece di prendere la riga, potreste clamorosamente toppare di un metro abbondante.

Buona in attacco e per chi comanda il gioco attraverso variazioni e angoli sapienti, per chi vuole giocare in difesa (anche se non è una corda da difesa) , meglio abbassare molto la tensione.

A questo proposito, la 4g è una corda che necessita di tensioni piuttosto basse,  è stata ingentilita ma rimane un monofilo con una rigidità dinamica che a 22 kg è comunque ben oltre i 220 SI (che già di suo è potenzialmente dannoso per i legamenti) se poi viene montata su profilate la frequenza vibrante sale a limiti comunque rischiosi (650 Hz frequenza/0.42 sec durata).
Come tirare un mono “normale” a quasi 25 kg, dunque meglio stare al massimo su 20 21 kg.

La tensione tiene molto bene, una performance questa ai massimi livelli trattandosi di un monofilo e anche la durata è ottima, la corda si mantiene su grandi livelli di elasticità anche per 16/18 ore di gioco, contro una media di 8/10 dei monofili più performanti.

In conclusione, un monofilo brillante, vivace, capace di traiettorie astute,  ma a patto di montarlo a condizioni ben precise che riassumiamo :

  • Preferibilmente su telai flessibili ;
  • Dal profilo piuttosto sottile : (ideale su Head Prestige pro oppure Yonex Dual G 97) ;
  • Montate a tensioni basse .

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