La linea Speed di Head si rinnova con l’introduzione di un nuovo materiale ; il Graphene Touch, che combina la potenza dell’Head Polarized Weight System, con un materiale flessibile denominato Kraibon( posto sull’intelaiatura esterna ha come obiettivo il miglioramento della sensibilità, in poche parole si “sente” meglio la pallina); il risultato dovrebbe essere un maggior confort al braccio e alto assorbimento delle vibrazioni.

C’è da dire che, al contrario di molte “novità”, poi risultate pressochè intangibili, il sistema Graphene touch si sente subito, il telaio è notevolmente ammorbidito, rispetto alla versione vecchia.

C’è da dire che la nuova tendenza, sui telai a profilo costante, è quella di ricercare più flessibilità e morbidezza, rispetto a telai duri e puri.

Se anche i telai dei giocatori professionisti sono tutti con flex molto basso, perché non provarci anche per i dilettanti ?

Meno rigidità, più assorbimento delle vibrazioni, più confort e un feeling decisamente al top questo ci aspettavamo dal nostro test.

L’oggetto di oggi è la Diokovic “facile” per intenderci, la MP, un telaio dal peso contenuto (300 grammi), un reticolo meno fitto della Pro ( 16 x 19) , un profilo costante di 22 mm e un bilanciamento posto a 32 cm. (nuda).

Le prime sensazioni sono quelle di un oggetto facile da gestire, maneggevole, piuttosto flessibile e più potente di quello che pensavamo, in effetti il flex a 64 punti, crea una bella inerzia e partono delle bombe precise e potenti, soprattutto se colpite bene avanti al corpo.

Il back è flottante e non si alza, benissimo sopra la testa, dove il surplus di potenza sembra quella di una profilata, un surplus di potenza che comunque va gestito.

A rete si tocca benissimo, anche perché i cambi di direzione sono facilitati, la precisione è buona, mentre , come detto prima, le volate alte e gli smash sono molto potenti.

Al servizio si tira fortissimo senza grande fatica, bello lo slice, ottimo il cannonball, facile il Kick.

Diciamo che la Speed MP, se guardiamo alle caratteristiche tecniche,  si prospetta essere un telaio che ben supporta i gesti classici , in realtà è necessario coprire bene il colpo, con grande fluidità, altrimenti la pena è il fuori giri.

Dunque meglio il top spin, che esce facile e discretamente pesante, (è comunque un telaio da 300 grammi , senza un peso eccessivo in testa), piuttosto che il piattone, che potente è potente, ma manca di grande controllo.

Un agonista moderno che ben voglia miscelare le doti di una profilata, ovvero potenza e capacità di facile spin, con il feeling e la sensibilità, potrebbe essere l’utente ideale della Speed MP.

Non scartiamo anche il giocatore “old style” che però, potrebbe trovarsi molto bene tocchettando , ma potrebbe avere difficoltà in spinta, soprattutto sui colpi piatti.

In questo caso, forse sarebbe meglio rivolgersi alla Prestige, magari il modello S, più leggero, oppure alla Blade, per i più agonisti.

Bene anche per le signorine, magari le agoniste decise che amano incontrare a tutto braccio, se vogliamo le utenti della Radical, desiderose di una maggiore spinta.

Anche le donne amateur possono usare la MP senza grandi controindicazioni, anche a velocità modeste, la MP rimane facile da usare e con uno sweet pot facilmente accessibile.

Il set up rimane molto importante, essendo una bella racchetta elastica, si possono usare anche dei monofili piuttosto cattivi , in casa Head ottimo il Linkx, ma sarebbe da provare l’ibrido Gravity, che è molto interessante.

Per il giocatore di sensibilità si potrebbe consigliare il Babolat Origin che coniuga il controllo con la sensibilità, per i forzuti invece un Luxilon Alu Power soft.

 

 

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