Ho perso il conto delle versioni di Prestige testate, dalle primissime rosse brunite , midsize severissime e leggendarie, alle versioni ibride ; (la argento e verde ad esempio, che fuoriclasse !) passando venti e più anni fino all’abbandono del mitico rosso Prestige, per arrivare all’odierno nero stealth.

Dunque, è sempre come avere a fianco un vecchio amico, il tempo di adattamento è molto limitato, basta soppesare un po’ in mano l’attrezzo e al primo colpo ritrovi le vecchie , solite sensazioni (anche se a volte possono cambiare, se in meglio o in peggio lo dicano i posteri).

Questa nuova Head Graphene XT MP è , a mio parere, una delle versioni meglio riuscita da quando si è passato al mid plus, un attrezzo moderno che stempera la severità con una buona dose di elastica consapevolezza, non per tutti ma per molti, basta avere l’impostazione giusta, oppure, un idea piuttosto precisa, di un certo tipo di tennis, fatto principalmente di uno due, volate a rete, e via, tralasciamo per una volta il remare accanito da fondo.

Venendo alla cose più noiose per un tester, ovvero i dati di laboratorio, notiamo come la MP sia un midplus di 98 pollici quadrati, con  una sezione di 21 millimetri e (aimè, unica nota dolente) , un reticolo 18 x 20.

Nota dolente perché un pattern più aperto avrebbe senz’altro favorito la spinta e attenuato le asperità di uno sweet pot  , di per se, non enorme.

Il peso si attesta sui 340 grammi incordata, mentre il bilanciamento è posto a 32 centimetri sulla testa.

I primi colpi sono facili e potenti, l’attrezzo sibila via con una maneggevolezza che non fa intendere un peso così importante, i colpi piatti escono facili , i back morbidi, il top non è difficile, nonostante sia una profilata.

Il minus è che la potenza non è certo regalata ; se colpita bene davanti la palla fila via che è un piacere, ma , passati 40 minuti, quando le gambe perdono quel mezzo secondo e l’apertura esita un istante, la palla istantaneamente perde mordente, si affloscia sulle corde, fatica a passare la metà campo, è il momento per l’avvertito avversario armato di profilata, nell’inchiodarti a fondo campo, senza lasciarti respiro, mentre le tue difese affievoliscono sempre più.

La parola d’rodine del prestigista pertanto è ; “chi osa vince”, attacco, attacco , attacco ! è l’unica risposta, con potenti serve and volley o arrischiati drittoni, pena la perdita di partita e onore.

Dunque, lorsignori, volete la Prestige ? Sappiate che dovrete sprintare come ragazzini, oppure osare come trapper del far west, altrimenti lasciate perdere.

Le sensazioni saranno sempre magnifiche, il feeling massimo, ma per questo c’è un prezzo da pagare.

Tornando ai punti forti, sottolineiamo la bontà dell’attrezzo per il volleatore tutto tocchi e svolazzi, la discreta attitudine allo smash potente, una bella propensione per servizi slice a uscire, oppure a fastidiosi kick alti sul rovescio altrui.

Una nota sul set up, non siate folli ! lasciate i dolorosi monofili scuriti ai bruti del circuito ATP, ingentilite con un budellino  (se siete abbienti) gli altri si armino di generosi e morbidi multifili , azzardino un ibrido se proprio ci tengono i temerari del servizio e volata.

 

 

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

quattro × 1 =