L’altro giorno parlavo di Wilson e a domanda risposi ; “sto testando  la nuova Wilson Blade , il modello di punta della casa Finlandese” .

Il mio interlocutore mi ha guardato storto, dunque, didatticamente e con pazienza gli ho spiegato che forse non tutti sanno che Wilson è di proprietà di Amer Sport, azienda multinazionale baltica appunto.

Lui c’è rimasto male, “ma come Wilson è Curier, Sampras, Jack kramer, la bandiera stars and stripes…….”, pazienza gli ho risposto, adesso lo stars and stripes è ben apposto su racchette di produzione……francese.

Lasciando da parte queste divagazioni, torniamo sul nostro obiettivo, ovvero l’attesa nuova edizione del modello di punta di Wilson, la Blade appunto.

Un nuovo paint job che segue la nuova linea di marketing di Wilson, con le colorazioni delle varie linee che si sono uniformate a un unico standard, ovvero, l’all black, con il colore identificativo della linea posto, solo a ore 3 e ore nove del telaio.

Dunque, rosso, per Pro staff, arancio per le nuove Burn, e verde brillante per Blade.

Un telaio che sin dalla sua prima edizione ha riscosso grandissimo successo tra gli agonisti di tutti i livelli, dai 4a categoria sino a Milos Raonic, questo per il peso , tutto sommato gestibile, (305 grammi nuda) e per le prestazioni di grande versatilità.

Va detto che a nostro parere, è una racchetta che sfrutta tutto il suo potenziale se utilizzata da un buon terza categoria in giù, ma tant’è, è graditissima ai 4a tanto che girando per i tornei posso dire che la sua presenza è solo inferiore alla Pure drive.

A proposito di successo globale, è curioso notare come la Blade riscuota grandissimo successo sul mercato italiano, tanto da risultare essere il telaio maggiormente venduto da Wilson, mentre in altri paesi è praticamente ignorata.

Ad ogni modo, venendo ;( “finalmente direte” ) alla nuova Blade; il telaio si caratterizza per la nuova teconologia  Countervail,  un rivestimento in carbonio speciale che migliora l’assorbimento delle vibrazioni della struttura in basalto/grafite convertendo l’assorbimento in maggiore energia generata dal telaio, una dichiarazione di Wilson che proveremo a verificare sul campo.

Le caratteristiche tecniche rimangono praticamente invariate, anche se lo spessore si riduce di 0,5 mm,  il peso è sempre 305 grammi nuda, il bilanciamento 33,2 cm, il grado di rigidità 66, i reticoli 16 19 (in esame oggi) e 18 20 ( per i più cattivi).

E dunque è la stessa racchetta con altro paint job ? direte voi.

Non proprio.

Sin dai primi colpi si avverte una certa morbidezza di fondo, che differenzia la nuova Blade dai modelli precedenti, sarà la grafite Countervail, ma il telaio sembra più flessuoso, pastoso, la palla si sente piuttosto bene sule corde ( wilson sensation 22/23 kg) e il rilascio è più facile.

Sembra , la nuova Blade, seguire i dettami delle racchette 2016, più morbidezza di fondo, cosi come vogliono i campioni, meno rigidità, donata da questi nuovi materiali, che le case sembrano aver finalmente trovato.

Ovvero, grafite morbida come le migliori grafiti, a un costo decisamente inferiore rispetto al passato.

Rimane comunque un telaio agonistico, che privilegia i picchiatori di piattone o comunque uno stile abbastanza “flat”, non è fatta per i grossi toppatori da fondo, ma rimane abbastanza duttile.

Con  un discreto piazzamento delle gambe, la palla fila via dritta che è una bellezza, non velocissima la velocità di uscita, ma pesante, il back invece, se giocato con i dettami della tecnica classica, è un bel rasoio, basso e affilato.

Avremmo preferito un telaio con un bilanciamento un filo meno verso la testa, ma va detto che questa caratteristica inficia leggermente i cambi di direzione, soprattutto dopo un oretta, ma aiuta a tenere un palleggio tosto, nonostante la leggerezza di fondo del telaio.

A rete si muove discretamente e si tocca meglio, sotto il net si possono ricavare drop e tocchetti, sopra la spalla il bilanciamento aiuta a trovare potenza e profondità.

Sui movimenti di servizio preferiamo il cannon ball e lo slice, mentre il kick rende bene se si è giocatori molto esperti e flessibili.

Riassumendo, un telaio duttile, con un target agonistico (dai 4.2 in giù oseremmo dire), che vediamo benissimo in mano a tipologie varie ; il giocatore old style amante di tocchetti, svolazzi e chiusure col botto, il giovinotto mano de pietra che sfonda da lontano, l’amante dell’uno due , sevizio dritto, l’agonista giovane tutta gridolini e rovescione bimane .

Per tutta questa bella gente, raccomandiamo set up diversi, che possono andare dal multifilo stile Wilson Sensation , classico Babolat Excell o sottovalutato Head Rip Control,  all’ibrido, fino ai monofili “gentili” come luxilon alu power soft o Solinco Tour Bite , sembre soft.

Oltre si spingono solo quelli che vediamo in TV.

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