Confesso che ho un debole per Dunlop, sarà il retaggio antico del marchio, sarà per la MACsponsorizzazione (ora terminata aimè) e un po’ spiace, perché le racchette tendono a essere sottostimate dagli odierni racchettanti.

Non fa eccezione questo ottimo prodotto agonistico, la punta della linea Force, la Force 98 Tour, arma di Tommy Robredo.

La Force 98 Tour è un attrezzo solido e preciso, un agonistica rigorosa ma approcciabile, diciamo che, a difficoltà, si pone un gradino sopra una Prestige o una Pro Staff,  potrebbe piacere agli amanti della vecchia Areopro Drive.

Il telaio è un 98 di piatto, of course , di lunghezza standard (68,5), un peso agonistico ma non troppo, (310 grammi), un profilo moderatamente profilato, (22/24/22 mm), un reticolo 16 19 che aiuta a spingere.

La racchetta è forse più rigida dei 65 punti misurati, nel senso che la stabilità è eccellente e la testa non flette per niente sui colpi presi in alto.

In campo è un telaio decisamente maneggevole e piacerà particolarmente agli amanti del tennis classico, il feeling è buono, la presa degli effetti discreta, nel senso che non è un telaio che esalta lo spin estremo, piuttosto il buon dritto classico con moderata rotazione ma buona profondità.

L’uscita di palla è da agonistica, nel senso che il braccio dovete  metterlo voi in buona parte, anche se l’uscita non è ostica come le agonistiche estreme.

Il back invece è una rasoiata niente male, ottima per avvicinarsi alla rete dove la Force 98 fa un ottima figura, data la buona maneggevolezza.

Le volate sono precise, sia in opposizione che in spinta, lo smash quadrato, anche se è meglio cercare il piazzamento che la botta definitiva.

Interessante le prospettive per i servitori, il telaio è molto preciso, lo slice ad uscire è decisamente ottimo, quasi telecomandato, il kick lavorato esce più che discretamente,  il cannon ball non ha tantissimo peso, a meno che non siate dotati di braccio robusto.

A chi consigliare la Tour 98  ?

Due categorie principalmente, i primi sono quelli che chiamo i “fondamentalisti” , ovvero quelli che ricercano l’ultimate feeling, il grande contatto di palla, che magari non badano a vincere o perdere, ma al godimento puro del gioco.

I secondi invece sono i buoni agonisti, diciamo da 4.1 in giù , che necessitano di un attrezzo stabile, preciso, che garantisca il giusto mix tra spinta e giustezza.

Per il set up, data la rigidità dell’oggetto e la propensione alla spinta solo discreta, andremmo su una corda di buona spinta, come il Solinco YperG , oppure l’esplosivo Luxilon Element.

Se invece l’utente si palesa come un fine toccatore, un bel multifilo sensibile e pastoso potrebbe fare al caso proprio, in questo caso ci piace molto la Dunlop Silk, per stare in casa propria.

In conclusione, un valido telaio agonistico, che se avesse scritto Babolat o Head , sul telaio, invece che Dunlop, probabilmente sarebbe tra i top seller di gamma.

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