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Eccoci con un altro telaio giallo lime, sicuramente il colore più trend del momento.

La nuova Babolat Areopro, ora Pure Areo, in futuro nuova arma di Nadal, (fino a fine anno giocherà con la Aereo play), si presenta radicalmente cambiata come grafica, non più “papale” : giallo spento , bianco e nero, ma una vision molto più aggressiva, in nero e giallo fluo.

Il risultato potrà non piacere a tutti, ma è sicuramente impattante.

Alcune caratteristiche principali vengono mantenute : piatto 100 sq. , profilo variabile, peso 300 grammi.

Altre invece sono cambiate radicalmente , visto che non c’è più il Cortex (che d’altronde i Pro non hanno mai voluto sui loro telai) e cambia lo schema corde, non nel numero, che è sempre un 16×19, ma nella disposizione dei fori che creano una maglia in certi punti più larga e in grado quindi di aumentare spinta e spin.

Questo modifica non poco le caratteristiche di gioco.

La nuova Pure Areo è cambiata parecchio e questo ci fa piacere, perché sfata quel mito del giocatore di circolo che dice sempre : “si vabbè, cambiano il colore per fartene prendere una nuova, ma alla fine è sempre uguale”.

Errore, errore, la nuova Areo si diversifica dalla vecchia, l’impatto è un filo più pastoso  mentre la palla tende ad uscire con più facilità.

Venendo alla prova del campo ; il toppone esce che è un piacere, facile (forse fin troppo) e bello pesante.

Attenzione però, bisogna coprire molto con il polso, altrimenti scappa via.

Il back va via facile , la palla difficilmente rimane sulle corde, anche quando si è piazzati male.

A rete l’oggetto si difende , si tocca discretamente, si oppone molto bene, si schiaccia piazzato che è una meraviglia.

Il servizio va via bene, anche se è preferibile lo slice al piattone, ok il kick .

Dunque, se prima era un telaio che si confaceva ai toppatori amanti del forcing come Rafa, ma anche agli amanti dell’uno due come il nostro Simone Bolelli, ora si confà anche ai giocatori più attendisti , compresi i difensori da fondo.

In sintesi, diciamo che la nuova Areo è stata un po’ Pure drivezzata, forse un po’ troppo a nostro parere, nel senso che , se prima, era un telaio , profilato si, ma con una robusta dose di controllo e questo la targettizzava diversamente rispetto alla pure drive , meno “gnucca” ma anche facile ai fuori giri, ora i due telai si sono fin troppo avvicinati.

Per quel che concerne le corde , vale la regola salva gomito, peso contenuto, massima rigidità, attenuiamo con una corda non eccessivamente rigida , oppure comunque settiamo con tensioni medio basse.

Pertanto, noi consiglieremmo di andare su un ibrido o su uno dei nuovi mono multi : (Luxilon Element ad esempio o per rimanere in casa la nuova Babolat M7), in alternativa, se proprio siete “cattivi”, le classiche Blast o Alu Power, ma a tensioni medio basse.

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