Babolat rivede e ridisegna Strike, il progetto presentato come rivoluzionario qualche anno fa, che è finito con un discreto insuccesso di critica e pubblico.

Si cercava un felice connubio tra la profilata stile pure drive e la box beam stile prestige ; il risultato è stato un ibrido molto smunto, anonimo, senza identità.

Le nuove Strike sono cangianti, bianchissime con uno spruzzo di rosso alla base, i prototipi denominati project0ne7 , che poi sono diventati Pure Strike.

Le abbiamo portate con noi, in un giorno caldissimo di settembre, presso i fidi campi in play It del TC Fiesole, per una prova tout court.

Eravamo molto curiosi di verificare i cambiamenti effettuati da Babolat per dare un identità ad un attrezzo sfortunato e dobbiamo dire, ci sono riusciti, se non al 100%.

Le specifiche del telaio sono rimaste simili alla “vecchia” Strike ;  piatto di 98 sq. per 321 grammi di peso (incordate), un reticolo 16 x 19 , un profilo semicostante ( 21,3/23,3/21,3 mm) e una rigidità non elevatissima di 66 punti.

Le prime sensazioni sono di un attrezzo leggermente sbilanciato verso la testa, di discreta ma non eccezionale manovrabilità, le prime indiscrezioni dicevano che il telaio di riferimento poteva essere la Blade di Wilson e attendendoci un comportamento simile, visto anche il testimonial ( Dominic Thiem), abbiamo cominciato a darci dentro a più non posso.

Il risultato iniziale è stato straniante, la palla esce veloce, fin troppo, il controllo invece è stato problematico, ci aspettavamo un attrezzo sensibile e leggermente “gnucco”, invece ci siamo ritrovati un cannone tra le mani.

Risultato ; sempre lunghi di parecchio e svariati problemi nel tenere la palla in campo.

Ci sono voluti una ventina di minuti per capire meglio il comportamento dell’attrezzo (incordato con Babolat Excell, e qui forse il peccato originario), la Strike è stata, se vogliamo, “puredriveivata”, ovvero, non un attrezzo “gnucco” ma molto vivace, con un uscita di palla veloce e potente, a patto di saper controllare il colpo.

Quindi, spazio alle rotazioni, all’ampia copertura del colpo, alla “polsata” a chiudere, altrimenti si va lunghi e di parecchio.

Se invece si fa attenzione, basta anche un minimo tempo di adattamento, escono delle belle botte coperte e dei back filanti raso rete.

Venendo a rete, la racchetta si comporta piuttosto bene, maneggevole ;  buona nei cambi subitanei di direzione,  si tocca bene e con profitto, ma da il suo meglio sopra la rete dove è consistente e molto potente.

Stesso discorso per il servizio, dove il kick esce alto e bello fastidioso, anche a servitori non eccezionali come i sottoscritti , mentre sia lo slice e il cannonball non sono affatto impossibili.

Dunque c’è stato un approccio originario sbagliato e forse anche l’utente di riferimento può cambiare.

Ci aspettavamo una racchetta non facilissima, con grande controllo e una potenza non esuberante,  sulla falsa riga di una Blade o di una Speed pro, in realtà la Strike assomiglia nel comportamento più a una Pure Areo , quasi una Pure Drive di nuova generazione.

Molta potenza disponibile a patto di giocare “moderno” , con coperture definite e grande uso degli effetti, con il plus di avere una buona maneggevolezza e discreto feeling sotto rete.

Come abbiamo poi verificato nel secondo giorno di test,  sostituendo al multi filo Excell il mono Blast, è un telaio che necessita di un perfetto connubio corda / racchetta,  pena una perdita consistente di qualità.

Personalmente consigliamo un mono, magari “gentile”, per meglio far risaltare le qualità della racchetta , in alternativa un ibrido a tensioni medie, magari reverse.

Si adatta moltissimo ai giovani “picchiatori” che preferiscono far girare la palla , ma anche agli amanti della Pure Drive che vogliono provare qualcosa di più sensibile, un feeling non certo da box beam , ma sicuramente superiore alla profilata classica.

Per quel che concerne il livello, non è un telaio difficile, anche il discreto quarta categoria la può usare senza temere di avere un attrezzo troppo complicato.

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