Visto che le cose o vengono fatte bene o è meglio non farle, dopo la 95 ( un mogano) e la 99 ( meglio) siamo a testare la nuova Wilson Burn Fst 99s.

Ci è piaciuta parecchio, il discorso però è soggettivo, è un telaio che ha alcune peculiarità.

Della serie;  vi deve piacere avere tra le mani una racchetta :

  • Molto rigida ( qui siamo ai massimi, 72 punti di rigidità) ;
  • Che sia tollerante soprattutto quando la palla viene colpita in alto;
  • Che sia leggera in testa.

Fatte le debite premesse,  cominciamo a raccontare.

La FST è un telaio con un piatto molto allargato verso l’alto, dimensione 99 sq. anche se ormai, non si capisce bene come le case misurino i loro piatti , (l’ultima è che una nota casa adesso misura i piatti prendendo la cornice esterna , mentre prima misurava dall’interno, vabbè).

Come detto prima la rigidità è di 72 punti, il profilo invece è piuttosto sottile , (da 19,5 a 20,5 mm) il peso contenuto a 315 grammi (incordata) il bilanciamento inusualmente spostato verso il manico , 30,5 cm.

Il reticolo, essendo la versione S, ovvero Spin, è un inusuale ma valido 18 17.

Il risultato è un telaio che ha nella stabilità assoluta la caratteristica principale, potete opporvi a un comodino tirato da un metro e il telaio non fa una piega.

Prima facie, la 99s si rivela un telaio molto pastoso, con un gran feeling di palla, l’impatto è molto solido, ovattato, assolutamente privo di ogni vibrazione.

Molto maneggevole per due motivi, il primo, la testa leggera, il secondo , il peso contenuto.

Proprio per queste due caratteristiche ci aspettavamo che la palla potesse uscire vuota, senza nerbo, invece non è così, la velocità di uscita è più che discreta, la pesantezza buona e lo spin è ottimo,  avvantaggiato dallo schema 18 17.

Da fondo si apprezzano la precisione e il feeling, lo spin come detto è facile, il back esce veloce e senza indugi, il piatto è definitivo.

Lo sweet pot è ampio, soprattutto se colpite in alto , i recuperi sono facilitati dalla maneggevolezza, anche se non sono facili come fosse una profilata.

A rete,  diciamolo, è un po’ gnucca, soprattutto nei colpi sotto il nastro, data la maneggevolezza, ci aspettavamo un attrezzo più immediato, invece si rivela abbastanza tosta.

Meglio nei colpi sopra la testa, anche se qui  non eccelle in niente di particolare, lo smash in effetti necessita di un certo adattamento.

Fondamentalmente è un telaio che, nonostante lo scarso peso in testa, sfrutta il fattore S, per avere un indubbio vantaggio nei colpi da fondocampo, un fattore S che al volo non si riscontra, rendendo l’attrezzo non ideale per i grandi volleatori.

Al servizio si difende su ogni aspetto, anche se abbiamo trovato migliore il classico piattone, discreto il kick, non velocissimo lo slice.

Per venire all’utente ideale, abbiamo anticipato come sia un  telaio quasi di nicchia.

Sicuramente piacerà molto a chi ama le racchette di grosso feeling, che abbiano estrema stabilità, ma che di riflesso sono scoraggiati da una prestige o una pro staff, dato il peso elevato.

La FST 99S offre l’indubbio vantaggio di un peso contenuto e di un bilanciamento al manico, ma di riflesso, grazie al sistema Spin gode di nerbo e consistenza.

Adatta dunque anche a giocatori di quarta categoria ( 4.3 in giù) con una buona manualità, amanti dello scambio da fondo con svariate soluzioni a chiudere.

Bisogna fare molta attenzione al set up, data la grandissima rigidità, va addolcita da una corda piuttosto morbida, che prenda bene il grande spin prodotto dal sistema S. consigliamo Head hawk touch 1,25 22kg o Solinco hyperg 120 stessa tensione se si vuole più spin,  per stare in casa Wilson  la  revolve 1,25 a 22kg

 

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